La
provincia aquilana
è la più estesa della regione,
e, pur essendo l’unica a non avere accesso diretto al mare,
compensa questa mancanza con le numerose ricchezze
storico-culturali, turistiche e naturalistiche disseminate su
tutto il suo territorio,
che, bisogna ricordarlo, vede ben
tredici
piccoli centri inseriti nel prestigioso Club de " I
Borghi più belli d’Italia” .
A
difesa della Natura sono
presenti:
il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il più antico
d'Italia, grazie al quale sono state salvate dall’estinzione
diverse specie, tra cui il Lupo appenninico, il Camoscio
d'Abruzzo (Rupricapra Ornata, considerato il più bello del
mondo) e l’Orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus),
tutti
tornati nuovamente a vivere
sull’Appennino abruzzese; il versante occidentale del Parco
Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, con
l’altopiano di Campo Imperatore (l'immenso altopiano carsico posto a 1.800/2.100 m. di altitudine e
soprannominato "il piccolo Tibet") e il lago di Campotosto;
parte del Parco Nazionale della Maiella, che con il Monte
Amaro (2.795 m.) ospita la seconda cima appenninica; il Parco
Regionale Sirente-Velino, nel quale scorre il fiume Aterno,
considerato il più freddo d'Italia; e, infine, la Riserva
Naturale "Zompo lo Schioppo", caratterizzata dalla cascata
naturale più suggestiva dell’Appennino. Tutti luoghi
incantati nei quali l’uomo è
solo
uno degli abitanti e non il padrone…
Per gli amanti dello sci, che sia di fondo o discesa non
importa, la Provincia dell’Aquila è ricca di piste innevate a
Campo di Giove, Campo Felice, Campo Imperatore, Ovindoli, Pescasseroli, Rivisondoli, Roccaraso,
Scanno, etc.
Molte sono le località della provincia
che custodiscono tesori e testimonianze di inestimabile valore
storico-artistico, ad iniziare dal
capoluogo di regione L’Aquila, che si è meritato i
prestigiosi appellativi di "Firenze d'Abruzzo" e "Salisburgo
d'Italia".
Nella città abbondano palazzi nobiliari che risalgono, perlopiù,
al periodo che va dal XV al XVIII secolo
e spettacolari sono le numerosissime chiese che
impreziosiscono le vie cittadine con le loro facciate antiche
e i campanili sonori, mentre
con imponenza si erge il cinquecentesco
Forte Spagnolo, che si conserva ancora intatto.
Tanti altri sono i centri ricchi di storia, cultura e
tradizioni presenti sul territorio aquilano: Scanno e il suo
lago naturale; gli stupendi borghi medievali di Castelvecchio Calvisio,
Fontecchio, Pacentro, Pescocostanzo e S. Stefano di Sessanio; Fossa e la
sua necropoli; la preromana Amiternum; la storica Corfinio,
che fu capitale, con il nome di “Italia”, dei popoli italici
insorti contro Roma; Cocullo e i suoi serpari; Celano,
Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio; le grotte di Stiffe; Castel
di Sangro; il borgo fortificato di Castel del Monte; la
religiosa Sulmona e i suoi confetti; solo per citarne alcuni.
Ma
quando io penso al territorio della Provincia dell’Aquila,
m’immagino uomo, individuo, essere umano, solo, al centro
della Piana di Navelli, di una Piana di Navelli com’era
allora…senza il nero asfalto che l’attraversa oggi…e, ruotando
lo sguardo intorno a me vedo tutti i borghi arroccati sulle
irte alture, con gli abitanti
affaccendati nella loro vita quotidiana
che, come formiche, s’impegnano ad immagazzinare risorse per
resistere all’inverno e agli invasori. Scorgo la pianta quasi
circolare di Capestrano e il suo castello, San Pio delle
Camere con il castello che accompagna la vallata del monte sul
quale sorge, Navelli che veglia sui campi di zafferano
profumato, Santo Stefano di Sessanio con la sua Torre medicea e le sue
viuzze strette e attorcigliate, Calascio con i suoi archi e le
sue finestre, e lassù, dietro quel monte, nascosto ma ben
visibile nella mia mente, vedo Rocca Calascio… il suo
Castello, posto ad oltre 1.500 m. di altitudine, con i quattro
bastioni che si innalzano maestosi dal terreno pietroso, le
mura intatte che circondano il borgo indaffarato, i cunicoli
sotterranei per difendersi dagli invasori, i soldati che, con
ronde costanti, scrutano le vallate alla ricerca di nemici dal
destino segnato…E sono felice di essere abruzzese.
D. F.