Nel tracciare un quadro
d'insieme dei principali elementi che caratterizzano
la Provincia di Pescara, non si può che partire dai
"tesori" storico-religiosi, archeologici e
naturalistici disseminati nella parte più interna del
suo territorio, soprattutto nelle aree comprese nel
Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga e nel
Parco Nazionale della Majella.
E' qui, infatti, che si rimane
affascinati dalle numerose splendide abbazie (San
Clemente a Casauria, con il celebre portico dell'abate
Leonate, San Liberatore a Maiella, impreziosita da uno
spettacolare mosaico pavimentale del XII secolo, Santa
Maria di Arabona, con il tabernacolo ed il pregevole
cero pasquale conservati al suo interno e San
Bartolomeo, con le splendide decorazioni del suo
portale, solo per citare le
più note), che ebbero un ruolo decisivo nello sviluppo
economico del territorio nel quale sorgevano, grazie
alla grande mobilità di merci e persone che favorirono
tra il XIII e il XV secolo.
Ed è ancora da queste parti che
la Majella (2.795 m.), venerata nell'antichità come Montagna-Madre
e definita dal Petrarca "Domus Christi", nasconde, tra le pieghe lussureggianti
delle sue vesti, spettacolari ed inaccessibili eremi (S.
Onofrio presso Serramonacesca, S. Bartolomeo in Legio, S. Spirito a Majella, S. Giovanni
all'Orfento, S. Onofrio all'Orfento, alcuni dei quali diedero sollievo anche
all'anima afflitta di Pietro da Morrone, prima che
divenisse Celestino V) e siti archeologici tra i più
importanti della regione (la Grotta dei
Piccioni, a Bolognano, luogo sacro ad Ercole, dove si
ha testimonianza certa di celebrazioni cultuali già in
epoca neolitica), tombe rupestri incastonate in un
paesaggio fiabesco disegnato dal fiume Alento e
paesaggi naturali di stupefacente e selvaggia bellezza
(Riserva Naturale Valle dell'Orfento e Riserva
Naturale Valle dell'Orta).
Ovviamente,
dal punto di vista turistico, la Majella riveste
un'importanza fondamentale nell'economia della
Provincia di Pescara. Difatti, oltre alle abbazie,
eremi, siti archeologci e paradisi naturalistici già
citati, nel territorio pedemontano e montano della piccola provincia
si trovano celebri località termali (Caramanico
Terme e, seppur in misura minore, Popoli) e suggestivi
borghi medievali di incomparabile bellezza, tra i
quali svettano sicuramente i due piccoli villaggi
di Roccacaramanico, posto a 1.050 m. nel
territorio di S. Eufemia a Majella, e Salle
Vecchia, abbandonato nei primi decenni del '900 a
causa di un pauroso terremoto che ne distrusse una
parte consistente. Non è possibile trascurare,
inoltre, il
potere evocativo del Blockhaus che, posto a 2.142
metri, nacque come rifugio costruito dai briganti
subito dopo l'Unità d'Italia (1866), e fu baluardo tedesco durante la
Seconda Guerra Mondiale.
Se la
Majella accoglie la maggior parte delle ricchezze storico-naturalistiche della Provincia, meritano
comunque una citazione anche altre aree protette come la Riserva Naturale delle
Sorgenti del Pescara, luogo di sosta di numerose
specie di uccelli migratori; e l'oasi del Lago di
Penne. A Torre de' Passeri, invece, è stata adibita a
museo e sala mostre la villa che fu di Dante
Alighieri. Infine, il
mistero avvolge la storia del Volto Santo custodito
nel Santuario di Manoppello, la cui autenticità è
stata sancita dalla visita di Benedetto XVI
nell'autunno 2006.
Tuttavia, i
centri di maggiore frequentazione turistica sono i tre
comuni della costa: Montesilvano, Città Sant'Angelo e
Pescara, che, in un ampio panorama di modernissimi
hotels in riva al mare, accolgono nel periodo estivo una
moltitudine di
villeggianti e costituiscono, senza dubbio, il principale
polo economico della Provincia.
A questo
proposito è certamente Pescara a svolgere un ruolo
preponderante; la città capoluogo, che dispone di un
attrezzato porto-canale e di un frequentatissimo
aeroporto che, dopo aver avvicinato l'Abruzzo
all'intera Europa, ha estenso il suo raggio
d'azione anche oltre i
confini continentali, è
la città con il maggior numero di abitanti dell'intera
regione e, pur avendo perduto il suggestivo centro
storico a causa dei bombardamenti subiti durante la
Seconda Guerra Mondiale, annovera il grande orgoglio
di aver dato i natali a uno degli uomini più
importanti e incisivi del '900: Gabriele D'Annunzio.
La
Provincia pescarese, inoltre, è meritoria anche da un
punto di vista puramente gastronomico: è in alcune
località pedemontane del suo territorio, infatti,
che sono nati i celeberrimi "arrosticini"
(spiedini di carne ovina),
divenuti ormai specialità in molte parti del mondo.