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Flora e Fauna d'Abruzzo
Quando si parla di Abruzzo, non si può che ammirare e
sottolineare la bellezza della sua Natura! Ne sono
testimonianza i tre (a breve quattro?) Parchi
Nazionali, il vasto Parco Regionale Sirente-Velino e
le innumerevoli Riserve e Oasi WWF. Non è quindi per caso
che viene definita "Regione
verde d'Europa"!
La
sua peculiare struttura geo-morfologica, in questo, ha
un'importante parte; infatti è sicuramente grazie ad
essa che si è potuta sviluppare una tale variabilità
di ambienti, dalle inospitali praterie sommitali, alle
basse e comode spiagge sabbiose, passando per le dolci
colline, i frastagliati calanchi, i boschi secolari
(solo per rimanere in ambito terrestre), che
rappresentano, senza ombra di dubbio, la principale
ragione della ricchezza di biodiversità che
caratterizza la regione.
Per le ragioni fin
qui espresse abbiamo ritenuto opportuno arricchire il
sito con questa ulteriore sezione, curata da Davide e
Alessia Ferretti
(qui
in una foto ..."d'epoca"), che intende
illustrare, per quanto possibile e gradualmente, il
variegato mondo vegetale e animale presente in
Abruzzo.
N.B.
Tutte le foto
pubblicate in questa sezione (tranne qualcuna
gentilmente fornitaci dall'Ente Parco Nazionale del Gran Sasso-Laga) sono
state realizzate esclusivamente da Davide
Ferretti e tutte rigorosamente
all'interno del territorio abruzzese.
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Cenni su Flora e Fauna abruzzesi
Le specie arboree e arbustive più
comuni sul litorale e sulla fascia collinare
abruzzese (fino a circa 600 m. di altitudine) sono
quelle tipiche della "Macchia mediterranea": il
Pino (Pinus
sp.),
la
Quercia (Quercus
sp.),
il
Leccio (Quercus
ilex), il
Pioppo (Populus
sp.),
il
Salice (Salix
sp.),
l'Ontano
(Alnus sp.), la
Robinia (Robinia
pseudoacacia),
la
Ginestra (Genista
sp.),
il
Mirto (Myrtus
communis), il
Ginepro (Juniperus
sp.),
il
Biancospino (Crataegus
monogyna),
il
Corbezzolo (Arbutus
unedo), il
Cappero (Capparis
spinosa), il
Rosmarino (Rosmarinus
officinalis), etc. Meno diffusa la
Liquirizia (Glycyrrhiza
glabra), rintracciabile solo in alcune
aree.
Tra i 600 e i 1.000 si estende la
vegetazione submontana, caratterizzata principalmente
da boschi misti di Cerro
(Quercus cerris),
Roverella (Quercus
pubescens),
Tiglio (Tilia
sp.),
Acero (Acer sp.)
e
Carpino (Carpinus);
tra gli arbusti molto diffusi la
Rosa canina
(Rosa canina)
e il Ginepro rosso (Juniperus
oxycedrus).
Ad altitudini superiori regna il
Faggio (Fagus
sylvatica) che, insieme all'Acero
montano (Acer
pseudoplatanus) e all'Acero
italico (Acer italum
o Acer opalus),
dipinge l'autunno con le sue variopinte foglie
caduche.
Salendo ancora, le maestose faggete
lasciano il posto alle eleganti e sempreverdi
conifere, tra le quali
spiccano, per le loro radici antiche, una sottospecie
endemica di Pino nero (Pinus
nigra), presente in alcune aree dei Parchi
Nazionali d'Abruzzo e della Majella e alcuni piccoli
boschi di
Abete bianco (Abies
alba), residui dell'antico popolamento
misto di abeti e faggi dell'Appennino, i cui nuclei
principali si trovano sui monti del Gran Sasso-Laga.
Prima di lasciar vagare lo sguardo
sulle praterie d'alta quota, si incontrano il
Pino mugo (Pinus
mugo), un relitto glaciale che cresce
rigoglioso sul massiccio della Majella e in alcune
zone del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise; il
Ginepro nano (Juniperus
nana), relitto di brughiera nordica come il
Mirtillo (Vaccinium)
e l'Uva ursina (Arctostaphylos
uva-ursi).
Oltre il limite dei boschi, a causa dei
rigori del clima, il paesaggio si copre di vaste
praterie e
ghiaioni, caratterizzati
dalla dominanza di piante
erbacee.
Tra le infinite varietà di
fiori spontanei che
colorano il territorio abruzzese sono da ricordare:
il rarissimo Zafferanetto delle
spiagge
(Romulea rollii),
che è stato recentemente riscoperto nell'area
retrodunale della Torre di Cerrano; diverse specie di
Orchidee, tra le quali
spicca la rara e bellissima
Scarpetta di Venere (Cypripedium
calceolus) o
Pianella della Madonna; il
Bucaneve (Galanthus
nivalis); il
Ciclamino (Cyclamen);
la
Primula (Primula)
e la meno diffusa
Primula orecchia d'orso (Primula
auricola); la
Pinguicola dei Vestini
(Pinguicula vulgaris
- subsp. vestina),
pianta carnivora endemica del Gran Sasso e
dell'altopiano delle Rocche; la
Genziana maggiore (Gentiana
lutea L.); la
Genzianella (Gentiana
acaulis L.); la
Genziana appenninica (Gentiana
dinarica); le
Viole (Viola).
Un discorso a parte meritano, per la
loro importanza, le stupende fioriture d'alta quota,
tra le quali troviamo endemismi, relitti glaciali e
numerose altre specie rare, quali, per citarne solo
alcune: il Papavero alpino
(Papaver alpinum -
subsp. ernesti-mayeri);
il Genepì appenninico
(Artemisia petrosa
- sottosp. eriantha);
la Peverina di Thomas
(Cerastium thomasii);
la Stella alpina dell'Appennino
(Leontopodium nivale (Ten.)
Huet); l' Adonide
ricurva (Adonis
distorta); l'unico nucleo italiano,
presente sul Gran Sasso, di
Adonide gialla (Adonis
vernalis); il
Silene a cuscinetto (Silene
acaulis (L.) Jacq.), tipico esempio di
adattamento alle avverse condizioni ambientali e
climatiche d'alta quota.
Le specie animali presenti nella "Regione
verde d'Europa" sono numerose e variegate.
Tra i mammiferi troviamo:
l'Orso bruno marsicano (Ursus
arctos marsicanus), sottospecie distinta
esclusiva dell'Appennino eletto a simbolo
del celebre Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise; il
Lupo
appenninico (Canis
lupus italicus), che sta
fortunatamente tornando a far riecheggiare i suoi
ululati nelle nostre valli e nei nostri boschi; il
Camoscio d'Abruzzo (Rupicapra
pyrenaica ornata), considerato il più bello
del mondo, che è presente, in branchi tornati
abbastanza numerosi, sulle alte vette dei nostri
monti; il Cervo (Cervus
elaphus), reintrodotto a partire dagli anni
'70; il Capriolo (Capreolus
capreolus); il
Cinghiale (Sus scropha);
l'Istrice (Hystrix
cristata), simbolo della Riserva
Naturale-Oasi WWF "Calanchi di Atri"; la
Lontra (Lutra
lutra); il Tasso
(Meles meles); la
Puzzola (Mustela
putorius); la Martora
(Martes martes);
l'Arvicola delle nevi (Chionomys
nivalis); il Gatto
selvatico (Felis
silvestris). Non ci sono ancora, purtroppo,
prove certe che attestano l'attuale presenza della
Lince (Lynx
linx). Numerose sono anche le specie di
chirotteri, tra le quali
il Vespertilio di natterer
(Myotis nattereri);
il
Vespertilio maggiore (Myotis
miotis);
il Molosso dei Cestoni (Tadarida
teniotis); ecc.
Tra i rettili sono
presenti: la Vipera di Orsini
(Vipera ursinii);
la Vipera comune (Vipera
aspis); il Saettone
comune (Zamenis
longissimus); la
Luscengola comune (Chalcides
chalcides); ecc.
Tra gli anfibi sono da
ricordare: l'Ululone appenninico
(Bombina pachypus);
il Geotritone italiano (Speleomantes
italicus); la
Salamandra pezzata (Salamandra
salamandra); la Rana
dalmatina (Rana
dalmatina); il Rospo
smeraldino italiano (Bufo
lineatus); il Tritone
punteggiato (Lissotriton
vulgaris); la
Raganella italiana (Hyla
intermedia).
Tra gli uccelli il primo
posto spetta alla regina dei cieli, la maestosa
Aquila Reale (Aquila
chrysaetos), che è presente nella regione
con diverse coppie; tra i numerosi altri spiccano il
Grifone (Gyps fulvus),
che con le sue ampie ali perlustra le praterie in
cerca di carcasse; l'Astore
(Accipiter gentilis)
che, silenzioso, insegue le sue prede nei boschi; il
Biancone (Circaetus gallicus),
specializzato nel cacciare serpenti; il
Falco pecchiaiolo (Pernis
apivorus), rapace dall'occhio giallo che
giunge in Abuzzo nella tarda primavera; l'Albanella reale
(Circus cyaneus),
dal particolare volo di caccia radente la bassa
vegetazione dei campi incolti; il Nibbio
reale (Milvus milvus),
dall'inconfondibile coda forcuta e dalle bellissime
tonalità rossastre; il
Nibbio bruno (Milvus migrans); il
Lanario (Falco biarmicus),
timido falcone difficilmente visibile;
il Grillaio (Falco
naumanni); il Falco pellegrino
(Falco peregrinus),
che fa risuonare il suo temuto grido sulle pareti
rocciose; il Gufo
reale (Bubo bubo),
che regna silenzioso nei boschi più inaccessibili; l'Allocco
(Strix aluco); il
simpatico Barbagianni
(Tyto alba); il
Picchio dorsobianco (Dendrocopos
leucotos), amante delle antiche faggete del
Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise; il Picchio rosso minore (Dendrocopos
minor); il Calandro (Anthus campestris); il
Culbianco
(Oenanthe oenanthe); il
Codirossone (Monticola
saxatilis), con i suoi vivaci colori; il Merlo dal collare (Turdus torquatus);
il Merlo acquaiolo (Cinclus cinclus),
che saltella agilmente sui rii montani; il
Gracchio
corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax); il
Corvo
imperiale (Corvus corax),
dalla coda a cuneo e dal verso cupo; il
Picchio muraiolo (Tichodroma
muraria), con le sue ali rosse e il suo
volo sfarfallante;
la Ghiandaia marina (Coracias garrulus); il
Fratino (Charadrius
alexandrinus), piccolo abitante delle
spiagge della regione; il Piviere tortolino (Charadrius
morinellus); il Fringuello alpino (Montifringilla nivalis),
simpatico passeriforme studiato dalla Stazione
Ornitologica di Campo Imperatore per la sua
particolare capacità di resistenza alle condizioni
estreme delle alte vette abruzzesi.
Sono presenti, ovviamente, infinite specie di
artropodi (aracnidi,
insetti, ecc.), che non riteniamo sia il caso di elencare.
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