L'Abruzzo, con i tre Parchi Nazionali, lo sterminato Parco
Regionale Sirente-Velino e le oltre trenta Riserve Naturali
che, nell'insieme, coprono oltre un terzo del territorio
regionale, è giustamente definito la "Regione Verde d'Europa".
All'interno delle
numerose aree protette, disseminate non solo sulla dorsale appenninica,
ma anche sulle dolci e fertili colline dell'entroterra e lungo
i centotrenta chilometri di costa, è custodito oltre il
75% delle specie vegetali e animali del continente europeo.
Questa sezione del sito, che sarà incrementata man mano che
procederemo nel nostro viaggio alla scoperta dell'Abruzzo, vuole offrire al
visitatore le immagini di alcuni dei tanti "tesori" naturali
che caratterizzano questa stupenda terra.
Cenni sui Parchi abruzzesi
Il Parco Nazionale
d'Abruzzo, Lazio e Molise
Il Parco Nazionale d'Abruzzo, oggi
denominato Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise
(Legge 93/2001), è, insieme al Gran Paradiso, il più antico
Parco Nazionale italiano. Fu istituito, infatti, su iniziativa
privata, nel lontano Novembre 1921 e fu inaugurato a Pescasseroli il 9 Settembre 1922; ottenne il riconoscimento
nel gennaio del 1923.
L'area protetta, situata nel cuore
dell'Appennino Centrale, si estende su una superficie di circa
50.000 ettari e abbraccia tre province: L'Aquila (nella
quale ricadono circa i 3/4 dell'intero Parco), Frosinone
(Lazio) e Isernia (Molise).
E' noto in tutto il mondo, oltre che per la
bellezza dei luoghi, per la presenza, nei suoi immensi boschi
e sugli alti gruppi montuosi, degli ultimi esemplari di alcune
specie endemiche di grandi mammiferi, che solo l'istituzione
della Riserva ha salvato dall'estinzione: l'Orso Bruno
Marsicano (Ursus arctos marsicanus), il simbolo del
Parco; il Camoscio d'Abruzzo
(Rupicapra pyrenaica ornata,
che attualmente, però, molti zoologi considerano
specie endemica dell'Appennino e classificano come specie
distinta),
considerato il camoscio più bello del mondo e
il Lupo Appenninico (Canis lupus
italicus), un tempo diffuso lungo l'intero arco degli
Appennini. Altri illustri "inquilini" del Parco sono l'Aquila
reale (Aquila chrysaetos), il Cervo, il
Capriolo, la Lince, la Lontra, il Picchio
di Lilford, il Picchio nero, il Falco pellegrino,
etc.
Tra le "meraviglie" del Parco spicca
sicuramente l'incantevole Riserva integrale della
Camosciara,
uno dei luoghi più spettacolari ed incontaminati di tutto il
territorio abruzzese.
Il Parco Nazionale del
Gran Sasso-Monti della Laga
E' uno dei più grandi Parchi Nazionali
italiani (150.000 ettari) e fu istituito con legge n. 394
del 6 Dicembre 1991. Abbraccia le province di L'Aquila, Teramo
e Pescara e comprende tre grandi gruppi montuosi: la catena
del Gran Sasso d'Italia, dove si erge la vetta più alta di
tutto l'Appennino (Corno Grande, 2.912 m.); il massiccio della
Laga, con il Monte Gorzano (2.458), il Monte della Laghetta
(2.369 m.) e il Pizzo di Sevo (2.421 m.) e i Monti Gemelli.
Tra il Corno Grande e il Corno Piccolo (2.655 m.), ad una
altitudine di 2.680 m., si trova il ghiacciaiodel
Calderone, l'unico degli Appennini e il più meridionale
d'Europa.
Nel cuore della catena del Gran Sasso d'Italia
è nascosto l'immenso altopiano carsico di Campo Imperatore
(1.800-2.150 m. s.l.m.), soprannominato "Il piccolo Tibet".
Gli sterminati pascoli dell'altopiano sono circondati dalle
spettacolari cime montuose del Corno Grande, Corno Piccolo,
monte Prena (2.561 m.), monte Camicia (2.570 m.), monte
Brancastello (2.385 m.), Pizzo Intermesoli (2.646 m.), monte
Portella (2.388 m.), monte Scindarella (2.233) ed altre vette
minori.
Anche nel Parco Nazionale del Gran Sasso
sono presenti quasi tutte le specie animali elencate in
precedenza nel Parco Nazionale d'Abruzzo.
Il Parco Nazionale
della Majella
Il Parco Nazionale della Majella fu
istituito nel 1991, insieme a quello del Gran Sasso-Laga. Si
estende per oltre 74.000 ettari tra le province di
Pescara, Chieti e L'Aquila. L'area protetta è quasi
interamente raccolta intorno ai massicci montuosi della
Majella, che ha nel Monte Amaro (2.795 m.) la seconda vetta
più alta di tutto l'Appennino e numerose altre (circa una
trentina) superiori ai 2.000 m., e del Morrone (2.061 m.). Il
fascino della Majella, che il Petrarca definì "Domus Christi",
è accresciuto dai numerosi, e talvolta inaccessibili, eremi
incastonati nella roccia e dalle stupende e storiche abbazie
disseminate nel territorio. I profondi, lussureggianti ed
incontaminati canyons ricchi di acque che caratterizzano
alcune zone del Parco sono considerati un autentico "Eden"
dagli amanti della natura.
Nel Parco sono state censite oltre 1.700 specie
vegetali, che rappresentano circa il 70% di tutta la flora
italiana. Fungendo il Parco Nazionale della Majella da
cerniera tra il Parco Nazionale del Gran Sasso-Laga (a nord) e
il Parco Nazionale d'Abruzzo (a sud), è ovviamente
caratterizzato dalla presenza della stessa fauna che si
riscontra nelle altre due aree protette, salvo rarissime
eccezioni.
Il Parco Regionale del
Sirente-Velino
Il Parco Regionale del Sirente-Velino,
istituito dalla Regione Abruzzo nel 1989, ha una estensione di
oltre 50.000 ettari e abbraccia il territorio di 22
comuni in Provincia dell'Aquila.
L'area protetta è caratterizzata dalla presenza
di due maestosi massicci montuosi: il monte Velino (2.487 m.,
la terza vetta della catena appenninica) ad ovest, al confine
con il Lazio, e il monte Sirente (2.349 m.) più ad est.
Nel Parco Sirente-Velino, in territorio
comunale di S. Demetrio nè Vestini, si trovano le famose "Grotte
di Stiffe", originate dalla natura carsica del
territorio e caratterizzate dalla presenza di un fiume
sotterraneo alimentato, tramite un inghiottitoio situato a
1.350 m. di altitudine, dalle acque provenienti dall'altopiano
delle Rocche. All'interno delle grotte si resta ammaliati
dalla presenza di stalattiti, stalagmiti, suggestivi laghetti
e fragorose cascate, alte anche alcune decine di metri.
L'area protetta del Parco ospita circa il 46%
delle specie dei mammiferi presenti sul territorio italiano,
tra cui alcune specie endemiche a rischio estinzione come l'Orso
Bruno Marsicano e il Lupo Appenninico, il 32% degli
uccelli nidificanti in Italia, tra cui il grifone,
recentemente reintrodotto, il 17% dei rettili e il 30% degli
anfibi.