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La Costa
abruzzese
L'Abruzzo, terra di alte catene montuose e lussureggianti
Parchi, è anche la regione che vede i suoi confini orientali
delimitati da 130 km. di costa che, per la sua eterogeneità,
ha la non comune caratteristica di poter soddisfare qualsiasi
gusto ed esigenza. Infatti, mentre il litorale della provincia
teramana (a nord) e pescarese offre, in tutta la sua
lunghezza, ampie spiagge di sabbia finissima, spesso
arricchite da stupende pinete che si estendono per
chilometri ai limiti dell'arenile, la costa meridionale, in
provincia di Chieti, presenta un aspetto differenziato,
contraddistinto dal susseguirsi di alte scogliere
frastagliate, piccole calette e ampi lidi pianeggianti
ghiaiosi o di fine sabbia dorata.
A simbolo della incantevole e lineare costa
centro-settentrionale si erge, al confine tra Pineto e Silvi,
la stupenda Torre di Cerrano, torrione di avvistamento
costiero del XVI sec., attualmente adibito a Laboratorio di
Biologia Marina. Lo straordinario interesse naturalistico che
riveste il dolce tratto di litorale e il braccio di mare
compreso tra le citate due località del teramano, porterà alla
prossima istituzione, nell'area, del
quarto Parco Nazionale abruzzese, con il nome di
"Parco Marino Torre del Cerrano".
Le acque antistanti la torre custodiscono, a meno di 1 km.
dalla battigia e a circa 11 m. di profondità, un sito
archeologico subacqueo di grande rilevanza: le vestigia
dell’antichissimo porto della pre-romana Hatria o Hadria
(l'attuale Atri), la città dalla quale prese nome il Mare
Adriatico. Il porto,
uno dei più importanti del medio Adriatico fino al 1500,
fu edificato nel VII sec. a.C. e
sprofondò nel 1627, a causa di un terremoto.
Emblema della frastagliata fascia costiera
meridionale, che culmina, a pochi chilometri dal confine
molisano, con la ripida e selvaggia scogliera di Punta d'Erce,
la Riserva Naturale Marina soprannominata "la piccola
Normandia", sono i celeberrimi "trabocchi",
formidabili e suggestive macchine da pesca su palafitte,
simili a giganteschi ragni sospesi sul mare e
unite alla terraferma da lunghe
passerelle di legno. Queste straordinarie architetture, la più
nota delle quali è, senza dubbio, il "trabocco di Turchino",
che Gabriele D'Annunzio descrisse nel romanzo 'Il Trionfo
della Morte' come "la grande macchina pescatoria, simile
allo scheletro colossale di un anfibio antidiluviano", sono
disseminate lungo tutta la costa che va da Francavilla al Mare
fino a San Salvo, conosciuta, appunto, come "La
Costa dei Trabocchi".
Una infinità di hotels, residence,
agriturismi, camping, pensioni, appartamenti privati, locali
notturni, strutture sportive e ricreative sono a
disposizione delle centinaia di migliaia di turisti che ogni
anno scelgono le località balneari della "Regione Verde
d'Europa" (alcune delle quali davvero nulla hanno da invidiare
alle più celebrate località dell'Adriatico) per le loro
vacanze estive.