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La Costa
abruzzese
L'Abruzzo è indubbiamente terra di alte catene montuose e lussureggianti
Parchi, ma è anche una delle regioni italiane che annualmente si
colloca ai primissimi posti (3a
nel 2010, con ben 13 località) per la prestigiosa assegnazione
delle
"Bandiere blu", che la FEE (Foundation for Environmental
Education) conferisce dal 1987 ai
centri litorali che soddisfano criteri di qualità relativi sia
alle acque di balneazione che ai servizi offerti.
Inoltre, la notevole eterogeneità che
caratterizza i 130 km. di costa che delimitano il confine
orientale del territorio abruzzese, ha la non comune caratteristica di poter
soddisfare qualsiasi gusto ed esigenza.
Infatti, mentre il litorale della provincia teramana (a nord)
e pescarese offre, in tutta la sua lunghezza, ampie spiagge di
sabbia finissima, spesso arricchite da stupende pinete
che si estendono per chilometri ai limiti dell'arenile, la
costa meridionale, in provincia di Chieti, presenta un aspetto
differenziato, contraddistinto dal susseguirsi di alte
scogliere frastagliate, piccole calette e ampi lidi
pianeggianti ghiaiosi o di fine sabbia dorata.
A simbolo della incantevole e lineare costa
centro-settentrionale si erge, al confine tra Pineto e Silvi,
la stupenda Torre di Cerrano, torrione di avvistamento
costiero del XVI sec., attualmente adibito a Laboratorio di
Biologia Marina. Lo straordinario interesse naturalistico che
riveste il dolce tratto di litorale e il braccio di mare
compreso tra le citate due località del teramano, porterà alla
prossima istituzione, nell'area, del
quarto Parco Nazionale abruzzese, con il nome di
"Parco Marino Torre del Cerrano".
Le acque antistanti la torre custodiscono, a meno di 1 km.
dalla battigia e a circa 11 m. di profondità, un sito
archeologico subacqueo di grande rilevanza: le vestigia
dell’antichissimo porto della pre-romana Hatria o Hadria
(l'attuale Atri), la città dalla quale prese nome il Mare
Adriatico. Il porto,
uno dei più importanti del medio Adriatico fino al 1500,
fu edificato nel VII sec. a.C. e
sprofondò nel 1627, a causa di un terremoto.
Emblema della frastagliata fascia costiera
meridionale, che culmina, a pochi chilometri dal confine
molisano, con la ripida e selvaggia scogliera di Punta d'Erce,
la Riserva Naturale Marina soprannominata "la piccola
Normandia", sono i celeberrimi "trabocchi",
formidabili e suggestive macchine da pesca su palafitte,
simili a giganteschi ragni sospesi sul mare e
unite alla terraferma da lunghe
passerelle di legno. Queste straordinarie architetture, la più
nota delle quali è, senza dubbio, il "trabocco di Turchino",
che Gabriele D'Annunzio descrisse nel romanzo 'Il Trionfo
della Morte' come "la grande macchina pescatoria, simile
allo scheletro colossale di un anfibio antidiluviano", sono
disseminate lungo tutta la costa che va da Francavilla al Mare
fino a San Salvo, conosciuta, appunto, come "La
Costa dei Trabocchi".
Una infinità di hotels, residences,
agriturismi, campings, pensioni, appartamenti privati, locali
notturni, strutture sportive e ricreative sono a
disposizione delle centinaia di migliaia di turisti che ogni
anno scelgono le località balneari della "Regione Verde
d'Europa" (alcune delle quali davvero nulla hanno da invidiare
alle più celebrate località dell'Adriatico) per le loro
vacanze estive.