Un percorso sospeso tra mare e roccia, con panorami mozzafiato e radici antichissime
Il Sentiero degli Dei attraversa uno dei tratti più fragili e spettacolari della Costiera Amalfitana, sospeso tra le scogliere e la dorsale dei Monti Lattari, in Campania. È un percorso escursionistico lungo poco più di sei chilometri, ma il suo valore va oltre la distanza. Collega Bomerano, frazione di Agerola, a Nocelle, nucleo alto di Positano, seguendo un’antica mulattiera di pietra che per secoli ha rappresentato l’unico legame tra le comunità di montagna e il mare. Qui passavano uomini, muli, merci, storie. Oggi passano camminatori provenienti da tutta Europa, attratti da un tracciato che offre vedute dirette sul Golfo di Salerno, Capri e l’arcipelago de Li Galli, con il mare centinaia di metri più in basso.
Il nome non è casuale. La tradizione locale racconta che proprio lungo questo crinale gli dei dell’Olimpo sarebbero intervenuti per salvare Ulisse dal canto delle sirene. Una leggenda che si è intrecciata nel tempo con la vita reale di chi qui ha coltivato terra, allevato animali, costruito muretti a secco per strappare spazio alla montagna. Camminare sul Sentiero degli Dei significa entrare in un paesaggio culturale, non solo naturale, dove ogni gradone consumato racconta un uso antico e concreto del territorio.
Un tracciato storico tra lavoro, mito e geografia della Costiera
Prima dell’arrivo delle strade asfaltate, la rete di sentieri che attraversava i Monti Lattari era fondamentale per la sopravvivenza delle comunità locali. Il Sentiero degli Dei faceva parte di questo sistema. Era una via di comunicazione primaria, utilizzata quotidianamente da contadini e pastori che scendevano verso la costa o risalivano verso l’interno. Ancora oggi lungo il percorso si incontrano ruderi di case rurali, cisterne, terrazzamenti coltivati e muretti a secco, segni evidenti di un’economia agricola dura e paziente.

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Il sentiero si sviluppa a una quota media di circa 600 metri sul livello del mare, con dislivelli contenuti ma esposizioni costanti. Non è un percorso tecnico, ma richiede attenzione. In diversi tratti il cammino corre a mezza costa, con il vuoto che si apre verso il Tirreno. È proprio questa caratteristica a renderlo così riconoscibile. Non a caso lo scrittore Italo Calvino, colpito dalla forza del luogo, lo definì “quella strada sospesa sul magico golfo delle Sirene”. La citazione è oggi visibile all’ingresso del percorso, a Bomerano, incisa su una ceramica.
Dal punto di vista geografico, il sentiero segna una linea di confine naturale tra la Costiera Amalfitana e l’entroterra campano. Alle spalle si alzano le montagne, davanti si apre il mare. La vegetazione riflette questa doppia anima: macchia mediterranea, cespugli di lentisco e mirto nei tratti più esposti, lecci e querce nelle zone ombrose. Tra le rocce crescono capperi selvatici, fichi d’India, felci, mentre il cielo è spesso solcato da rapaci che sfruttano le correnti ascensionali. È un ambiente vivo, non addomesticato, dove la presenza umana resta visibile ma non dominante.
Dall’escursione a Nocelle alla discesa verso Positano
Il tratto più frequentato del Sentiero degli Dei parte da Bomerano e arriva a Nocelle, per una lunghezza di circa 6,5 chilometri. Il tempo di percorrenza varia tra le tre e le cinque ore, a seconda del passo e delle soste. Il fondo alterna gradoni in pietra, sentieri battuti e passaggi tra pareti rocciose, sempre ben segnalati. Lungo il cammino, lo sguardo si apre continuamente su Capri, su Li Galli e sulla costa frastagliata che scende verso Positano. In alcuni punti il sentiero sembra letteralmente sospeso, con il mare lontano e immobile, e le montagne che chiudono lo spazio alle spalle.
Uno dei punti più noti è la Grotta del Biscotto, cavità naturale incastonata nella roccia, utilizzata in passato come rifugio. Poco oltre, emergono speroni rocciosi come il cosiddetto Pistillo, una formazione verticale che accentua la sensazione di trovarsi in un luogo fuori scala. Non mancano tratti più raccolti, dove il sentiero si stringe e il rumore del vento lascia spazio al silenzio.
Arrivati a Nocelle, il percorso può considerarsi concluso oppure proseguire. Chi sceglie di scendere fino a Positano centro affronta una lunga scalinata di oltre 1700 gradini, che attraversa le frazioni di Montepertuso e Fornillo. È un tratto faticoso per le ginocchia, soprattutto nelle ore più calde, ma consente di leggere il territorio dall’alto verso il basso, seguendo lo stesso asse verticale che per secoli ha scandito la vita della Costiera. In alternativa, da Nocelle è possibile rientrare in bus o taxi.
Il periodo più indicato per percorrere il sentiero resta quello primaverile e autunnale, tra aprile e giugno e tra settembre e ottobre, quando le temperature sono più stabili e la visibilità migliore. In estate il caldo e l’affollamento possono rendere l’esperienza più complessa. In inverno, il fondo può risultare umido, ma il sentiero resta praticabile con equipaggiamento adeguato.
Il Sentiero degli Dei continua a essere, ancora oggi, una linea sottile tra passato e presente, un luogo dove la Costiera Amalfitana mostra il suo volto meno costruito e più autentico. Un cammino che non promette scorci facili, ma restituisce una lettura profonda del territorio, passo dopo passo.








