Un paese di 1.800 anime incastonato tra rocce preistoriche, dove le feste sanno ancora di mandorla e silenzio
Sull’isola di Gran Canaria, lontano dalle spiagge affollate e dalle città turistiche, esiste un borgo che sembra scolpito nella pietra e fermo nel tempo. Si chiama Tejeda, si trova a 1.050 metri di altitudine nel centro montuoso dell’isola, e fa parte dei Pueblos más Bonitos de España, un riconoscimento che ben riassume il suo carattere unico. Piccolo, isolato e orgoglioso, Tejeda sorprende per la sua architettura bianca, i paesaggi lunari e le tradizioni radicate nella vita di ogni giorno.
Chi arriva fin qui viene accolto da strade strette e una natura aspra, fatta di cactus, aloe e palme che crescono ai piedi di enormi monoliti vulcanici. È il paesaggio delle Montagne Sacre, dichiarate Patrimonio UNESCO nel 2019, che circonda il borgo come un anfiteatro. La strada che sale da Las Palmas o da Maspalomas è un continuo alternarsi di curve, punti panoramici, scorci sul Teide innevato e silenzi.
Il paese conta poco meno di duemila abitanti, ma accoglie ogni anno migliaia di visitatori attratti dal suo centro storico, dai sentieri escursionistici e da una delle feste più colorate delle Canarie: quella del Mandorlo in Fiore. Un evento che trasforma Tejeda in un palcoscenico a cielo aperto, con musica, artigianato, sport tradizionali e dolci profumati alla mandorla.
Un centro storico autentico e una natura che sembra irreale
Il cuore del borgo è fatto di casette bianche, legno scuro e pietra. Sulla via principale si affacciano pasticcerie tipiche e negozi artigianali, fino ad aprirsi nella piazza con la Chiesa di Nostra Signora del Socorro, ricostruita dopo un incendio all’inizio del Novecento. Da qui si gode uno dei migliori panorami della zona. A pochi passi, il Museo di Scultura Abraham Cárdenes raccoglie le opere dell’artista nato proprio a Tejeda, mentre il Museo Etnografico racconta la storia antica dell’isola e delle sue tradizioni agricole.
Chi ama le erbe e le piante locali può visitare il Centro di Piante Medicinali, mentre per chi cerca uno sguardo più ampio c’è il belvedere del Centro di Interpretazione Degollada de Becerra, che affaccia su uno degli scenari più spettacolari della zona. A dominare tutto, c’è il Roque Bentayga, un monolite di origine vulcanica considerato luogo sacro dagli antichi aborigeni, dove si trovano grotte, incisioni rupestri e resti cerimoniali visitabili all’interno dell’Ecomuseo del Parco Archeologico.

Un centro storico autentico e una natura che sembra irreale – viaggioinabruzzo.it
La natura qui non è solo contorno, ma parte viva del borgo. I sentieri partono dal centro e arrivano fino al celebre Roque Nublo, una colonna di roccia alta oltre 70 metri che si staglia contro il cielo. Chi ha più tempo può spingersi nelle pinete di Inagua e Ojeda, oppure nei boschi del nord, verso Los Pechos, da dove si osserva il mutare continuo del paesaggio. Camminare a Tejeda è come sfogliare le pagine di un libro preistorico scritto nella lava e nel vento.
Il Mandorlo in Fiore e la festa che racconta l’anima di Tejeda
Ogni anno, tra fine gennaio e i primi di febbraio, le valli vulcaniche intorno al borgo si colorano di bianco e rosa: è la stagione della fioritura dei mandorli, e con essa arriva una delle celebrazioni più attese dell’isola. La Festa del Mandorlo in Fiore è stata dichiarata di Interesse Turistico Nazionale in Spagna, e non è difficile capire perché. Per tre giorni, Tejeda si riempie di visitatori, bancarelle, suonatori, gruppi in costume e profumi che invadono le strade.
Il bienmesabe, un dolce a base di mandorla, è ovunque. Ma non mancano marzapane, liquori e piatti tipici che usano le mandorle coltivate nelle terrazze agricole intorno al paese. Le danze popolari si alternano agli spettacoli di lotta canaria, antichissima disciplina sportiva ancora oggi praticata con orgoglio. E poi i canti, le sfilate, le esposizioni di artigianato locale.
Non è solo una festa, ma un modo per difendere l’identità del borgo e delle sue tradizioni. I turisti lo scoprono per caso o lo raggiungono apposta, spesso attratti dalle foto dei fiori e delle montagne. Ma chi partecipa se ne va con qualcosa in più: la sensazione di aver toccato un’isola dentro l’isola, dove ogni cosa – dalla pietra alla farina di mandorla – ha un valore antico e autentico.
Tejeda si raggiunge in auto da Las Palmas in un’ora, oppure con le “guaguas”, gli autobus locali che partono ogni giorno verso il centro dell’isola. Ma il viaggio non inizia quando si arriva. Inizia prima, sulla strada che sale, nei tornanti tra cactus e dirupi, dove l’aria si fa più chiara e la voce del mare arriva solo come un ricordo lontano.








