Incanta con le sue case variopinte, la tradizione del merletto e un’atmosfera autentica tra arte, storia e sapori locali
Un gioiello unico al mondo noto per le sue case dai colori vivaci e variopinti. Con poco più di 2.000 abitanti, questo piccolo borgo si distingue non solo per la sua estetica fuori dal comune, ma anche per la sua storia e tradizioni artigianali che continuano a vivere nel tessuto quotidiano.
La magia si svela anche nei suoi angoli meno battuti: le vie strette, le piccole piazze, i capitelli decorati e i dettagli architettonici raccontano storie di un passato ricco e affascinante, che si intreccia con il presente di una comunità orgogliosa delle proprie radici.
Un borgo che è un arcobaleno
Burano è situata a circa 11 chilometri a nord-est di Venezia ed è costituita da quattro isole separate da tre canali interni. Le sue abitazioni, dipinte con tonalità sgargianti come il giallo limone, il rosso corallo, il blu oltremare e il verde smeraldo, sono diventate un simbolo riconosciuto a livello internazionale, tanto da collocare l’isola tra i luoghi più colorati al mondo. La tradizione vuole che i pescatori, per riconoscere le proprie case durante le nebbie lagunari, dipingessero le facciate con colori distintivi, dando così vita a questo caleidoscopio architettonico.

Alla scoperta di Burano – (viaggioinabruzzo.it)
Oggi, questa vivacità cromatica è regolata dal Comune di Venezia, che autorizza le tinte da applicare alle facciate per preservare l’armonia e lo stile tradizionale dell’isola. Un esempio emblematico è la celebre Casa di Bepi Suà, un’ex sala cinematografica trasformata dall’artista locale in un’opera d’arte pop con figure geometriche multicolori, diventata un’icona dell’immaginario collettivo buranello.
Non si può parlare di Burano senza menzionare la sua storica vocazione al merletto ad ago, un’arte nata nel Cinquecento che ha reso famosa l’isola in tutta Europa. Le merlettaie buranelle, donne pazienti e abili, ancora oggi lavorano a tombolo, creando delicati ricami che rappresentano un patrimonio culturale immateriale. Il Museo del Merletto, ospitato nell’antica scuola fondata nel 1872, conserva e racconta questa lunga tradizione.
Il borgo conserva un’anima autentica, lontana dall’eccessiva spettacolarizzazione turistica. Tra le calli, si incrociano pescatori intenti a riparare le reti, donne che stendono panni colorati e bambini che giocano nei cortili. Il profumo del pesce fresco, soprattutto del celebre risotto di gò – un piatto tipico locale a base del pesce della laguna – si mescola all’aria salmastra. Nelle pasticcerie si possono assaporare i bussolai buranelli, biscotti tradizionali a forma di ciambella, simbolo dolce della cultura gastronomica locale.
Burano è anche la patria di personalità illustri come il compositore settecentesco Baldassare Galuppi, a cui è dedicata l’unica piazza dell’isola. Qui si affaccia la Chiesa di San Martino, nota per il suo campanile inclinato, un simbolo architettonico che racconta la storia millenaria del territorio, fondato su palafitte. Al suo interno è custodita una pregevole tela di Giambattista Tiepolo, raffigurante la Crocifissione.
Accanto alla chiesa si trova la Cappella di Santa Barbara, protettrice storica di pescatori e artiglieri, che custodisce le reliquie della santa. Questo complesso religioso testimonia la profonda spiritualità e le radici storiche della comunità buranella. Burano è parte integrante della città metropolitana di Venezia dal 1923 e conserva ancora oggi cinque sestieri che si sviluppano lungo i canali e le calli, mantenendo vivo il legame con la sua storia e con la Serenissima, antica potenza marinara.








