Il tunnel non solo migliorerà la circolazione veicolare, ma rappresenterà anche un esempio di innovazione infrastrutturale.
Prendono forma i lavori per la realizzazione del tunnel sottomarino più esteso d’Europa, un’opera che rappresenta una pietra miliare per la mobilità urbana genovese e per l’ingegneria infrastrutturale italiana.
Con i suoi 3,4 km di lunghezza e una profondità di 45 metri sotto il livello del mare, questo tunnel segna un primato continentale e promette di rivoluzionare il sistema viabilistico della città, fortemente congestionato dalla storica Sopraelevata.
Caratteristiche tecniche e innovazioni del tunnel sottomarino di Genova
Il progetto, concepito all’interno del masterplan firmato dallo Studio Renzo Piano e approvato nel 2005 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti come infrastruttura strategica nazionale, è stato avviato nel 2003 e si appresta a cambiare radicalmente la viabilità urbana.
La nuova arteria collegherà la zona Ovest a quella Est di Genova tramite due gallerie separate, ciascuna dedicata a un senso di marcia, con ingressi posizionati a San Benigno, vicino alla Lanterna, e in Viale Brigate Partigiane.
Oltre ai 3,4 km della galleria principale, si aggiungono circa 800 metri di raccordi con le infrastrutture stradali esistenti, per un totale di 4,2 km di percorso sotterraneo. Le gallerie saranno costruite utilizzando macchine TBM (talpe meccaniche) di circa 16 metri di diametro, una tecnologia avanzata che assicura rapidità, sicurezza e precisione nello scavo di gallerie così imponenti.

Una progettazione meticolosa – viaggioinabruzzo.it
Ogni carreggiata disporrà di tre corsie: una per la marcia ordinaria, una per il sorpasso e una corsia di emergenza fondamentale per garantire la sicurezza e la fluidità del traffico in un ambiente sotterraneo.
Per assicurare la tenuta idraulica, il tunnel sarà dotato di sistemi di guarnizione sia locali, in gomma, per sigillare i giunti tra i conci, sia globali, con un rivestimento in calcestruzzo spesso 25 centimetri, una misura indispensabile soprattutto nell’area portuale.
Impatti economici, sociali e ambientali dell’opera
L’investimento complessivo per il tunnel supera il miliardo di euro, con una durata dei lavori stimata in quasi sette anni. L’opera non solo potenzierà la mobilità urbana, ma avrà un impatto significativo sull’occupazione, generando circa 5.000 posti di lavoro diretti e un notevole indotto per l’economia locale.
Un aspetto innovativo del progetto riguarda il miglioramento delle aree verdi circostanti, attualmente molto antropizzate. Saranno infatti realizzati tre nuovi parchi pubblici e percorsi ciclo-pedonali nelle zone di accesso al tunnel, per un totale di 3,2 ettari di aree pedonali e 4,7 ettari di spazi verdi.
Tra questi spiccano il Parco della Lanterna, il Parco della Foce e il Parco delle Mura; quest’ultimo, in particolare, diventerà il più grande parco urbano di Genova, estendendosi dal centro fino a Piazzale Kennedy, rappresentando un’importante oasi di verde e socialità per i cittadini.
Il ruolo strategico nel contesto europeo delle grandi infrastrutture
L’opera genovese si inserisce nel solco delle infrastrutture europee di grande portata che hanno trasformato la mobilità e l’interconnessione territoriale, come il celebre Ponte di Øresund, un collegamento misto stradale e ferroviario tra Danimarca e Svezia lungo quasi 16 chilometri, inaugurato nel 2000.
Sebbene il Ponte di Øresund non sia un tunnel, rappresenta un esempio di eccellenza ingegneristica con la sua combinazione di ponte, isola artificiale e tratto sottomarino.
Il tunnel sottomarino di Genova, invece, si distingue per la complessità geologica e ambientale del suo tracciato, che attraversa il bacino portuale di una città storicamente strategica nel Mediterraneo.
A differenza del Tunnel della Manica, il cui tratto sottomarino misura 38 km e collega Regno Unito e Francia, l’opera genovese ha una valenza più urbana e metropolitana, mirando a risolvere problemi di congestione e a favorire la sostenibilità del territorio.








