Ti hanno staccato la fornitura dell’acqua perché non hai pagato la bolletta ed ora non sai come fare. Tranquillo: leggi e respira.
Negli ultimi anni, la gestione dei casi di morosità ha visto un aumento delle dispute legali, con particolare attenzione alle garanzie costituzionali e ai diritti fondamentali legati all’accesso all’acqua potabile.
Ecco un approfondimento aggiornato sulle modalità e i limiti entro cui è possibile procedere allo stacco dell’acqua per mancato pagamento.
Quando è possibile sospendere la fornitura dell’acqua per morosità?
Nel caso di un contratto diretto con la società fornitrice dell’acqua potabile, il rapporto è esclusivamente tra utente e fornitore.

Quando è possibile sospendere la fornitura dell’acqua per morosità?-viaggioinabruzzo.it
Il condominio non ha alcun potere di intervento sulla fornitura dell’acqua individuale, anche se il proprietario è moroso nei pagamenti.
In questa situazione, è solo la società fornitrice a poter decidere se interrompere il servizio, seguendo quanto previsto dal contratto sottoscritto dall’utente e dal regolamento specifico del Comune di riferimento, che può variare da zona a zona.
La prassi più comune prevede che, in caso di mancato pagamento della bolletta per un periodo superiore a 30 giorni, la società invii all’utente una diffida formale tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.
Questo avviso contiene un termine, solitamente di ulteriori 30 giorni, entro cui il debito deve essere saldato.
Se il pagamento non viene effettuato entro questo termine, la società può procedere alla sospensione della fornitura dell’acqua potabile.
Se la morosità persiste per altri 30 giorni dopo la sospensione, il fornitore ha il diritto di recedere dal contratto. In tal caso, non basterà più pagare quanto dovuto per riattivare il servizio, ma sarà necessario stipulare un nuovo contratto presso gli uffici competenti.
Parallelamente, la società potrà avviare le vie legali per il recupero del credito, solitamente con la richiesta di un decreto ingiuntivo che comprende anche gli interessi maturati.
Diversa è la situazione quando la morosità riguarda le spese condominiali relative alla fornitura dell’acqua in un impianto comune.
Questo aspetto è oggetto di un dibattito giurisprudenziale acceso. Da un lato, alcuni tribunali hanno autorizzato la sospensione della fornitura a carico dei singoli utenti morosi, considerandola una misura legittima per tutelare l’interesse collettivo del condominio.
Dall’altro, esistono forti obiezioni basate sull’incostituzionalità di privare qualcuno dell’acqua, riconosciuta come diritto fondamentale dalla Carta costituzionale e da numerose normative internazionali.
Nonostante la controversia, in pratica non sono rari i casi in cui gli amministratori di condominio procedono alla chiusura dei tubi di collegamento con l’appartamento del moroso, talvolta anche con un’autorizzazione preventiva del tribunale ottenuta tramite ricorso d’urgenza.
Chi si trova in difficoltà nel pagamento delle bollette dell’acqua o delle spese condominiali dovrebbe innanzitutto verificare attentamente i termini del proprio contratto di fornitura e consultare il regolamento condominiale.








