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La primavera è alle porte e questi sono i borghi dell’Abruzzo più belli da visitare: imperdibili

Vacanza di Pasqua in Abruzzo
I borghi dell'Abruzzo più belli da visitare -viaggioinabruzzo.it

C’è una stagione dell’anno in cui il desiderio di partire non nasce dal bisogno di andare lontano, ma dalla voglia di ritrovare luoghi veri.

Borghi silenziosi, strade di pietra, montagne che sembrano proteggere il tempo. È in questo momento, alle soglie della primavera, che l’Abruzzo torna a farsi notare da chi cerca un turismo diverso: lento, profondo, lontano dalle rotte affollate.

Qui i piccoli centri storici non sono semplici cartoline, ma comunità vive che hanno saputo trasformare la memoria in risorsa.

Un mosaico di luoghi autentici, dove il visitatore non si sente ospite, ma parte del paesaggio

Con l’arrivo della primavera, in Abruzzo i piccoli centri storici non sono semplici scenari da fotografare, ma comunità che hanno saputo reinventarsi senza snaturarsi.

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Un mosaico di luoghi autentici-viaggioinabruzzo.it

Negli ultimi anni borghi come Santo Stefano di Sessanio, Pescocostanzo, Pacentro o Guardiagrele sono diventati esempi virtuosi di recupero intelligente, dove la tutela del patrimonio architettonico si intreccia con l’accoglienza diffusa e la valorizzazione delle tradizioni locali.

Il territorio abruzzese è dominato da una natura potente e spesso incontaminata. Le vette del Gran Sasso, della Maiella e le vallate del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise fanno da cornice a borghi che sembrano scolpiti nella roccia, come Castel del Monte, Pietracamela o Roccascalegna.

Camminare tra questi paesi significa attraversare secoli di storia. A Tagliacozzo la piazza rinascimentale racconta battaglie e pagine di letteratura; a Civitella del Tronto l’imponente fortezza borbonica domina uno dei centri storici più suggestivi dell’Appennino; a Anversa degli Abruzzi il borgo si apre su gole spettacolari che hanno ispirato scrittori e poeti.

Tra i luoghi più sorprendenti spicca Santo Stefano di Sessanio, piccolo borgo d’alta quota che ha trasformato le sue case medievali in un raffinato albergo diffuso. Le torri, le antiche porte e la chiesetta affacciata sull’altopiano raccontano una storia di resilienza, mentre la celebre lenticchia locale è diventata simbolo di un’eccellenza gastronomica legata alla terra.

A poca distanza, Rocca Calascio si staglia su una cresta montuosa con la sua fortezza tra le più alte d’Italia. Il panorama è vastissimo, quasi irreale, e non stupisce che questo luogo sia stato spesso scelto come set cinematografico. Ai piedi del castello, i resti del borgo e la chiesa di Santa Maria della Pietà completano un quadro di rara suggestione.

Scendendo verso la Valle del Sagittario, si incontra Scanno, borgo celebre per la sua forma a cuore, visibile dal celebre sentiero panoramico. Poco lontano, l’eremo di San Domenico sul lago aggiunge una dimensione intima e spirituale al paesaggio.

Non mancano borghi sospesi tra storia e leggenda. Roccascalegna, con il suo castello arroccato su uno sperone di roccia, sembra sfidare la gravità; Pettorano sul Gizio unisce il fascino medievale alla presenza di una riserva naturale frequentata da cervi e lupi; Navelli è conosciuta in tutto il mondo per lo zafferano, l’“oro rosso” che ogni autunno colora i campi di viola.

Il viaggio può proseguire tra l’eleganza di Pescocostanzo, con le sue architetture rinascimentali e le tradizioni del merletto e dell’oreficeria, e il benessere di Caramanico Terme, porta d’accesso alla Valle dell’Orfento e alle sue acque curative.

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