Uno dei luoghi più belli ed iconici del nostro Paese è sparito nel nulla: tutto quello che c’è da sapere.
Il Salento perde uno dei suoi simboli più amati. L’arco dei faraglioni di Sant’Andrea, una delle immagini più riconoscibili della costa adriatica pugliese, non esiste più.
Una mareggiata violentissima, alimentata dalle raffiche di scirocco che hanno flagellato il litorale, ha sbriciolato in poche ore ciò che la natura aveva scolpito in millenni.
Crolla uno dei più belli della Puglia
Un crollo improvviso, avvenuto proprio nel weekend di San Valentino, quasi una beffa crudele per quello che era considerato l’arco degli innamorati, meta di coppie e viaggiatori da tutta Italia.
Il monolite calcareo, incastonato nella roccia di Torre Sant’Andrea, nel territorio di Melendugno, era molto più di un’attrazione turistica. Era un’icona, un’immagine che aveva contribuito a definire l’identità visiva del Salento e che aveva conquistato anche il mondo della pubblicità, diventando location di uno dei primi spot Wind. Da anni, però, l’area era soggetta a divieto di balneazione proprio a causa del rischio di frane, un segnale che lasciava intuire la fragilità di quel capolavoro naturale.
Il sindaco Maurizio Cisternino ha parlato di “un colpo al cuore durissimo”, sottolineando come la perdita dell’arco rappresenti non solo un danno paesaggistico, ma anche un duro colpo per il turismo locale. La costa di Sant’Andrea è infatti tra le più fotografate e amate della Puglia, un luogo capace di attirare visitatori in ogni stagione grazie alla sua bellezza selvaggia e alla particolare conformazione delle sue scogliere. Vederla mutilata da un evento naturale così violento ha lasciato sgomenta l’intera comunità.
Il crollo ha scosso anche il mondo scientifico. I geologi, da tempo preoccupati per la tenuta delle coste pugliesi, hanno colto l’occasione per ribadire l’urgenza di interventi strutturali e di una maggiore consapevolezza collettiva. Giovanni Caputo, presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia, ha ricordato come il 53% delle coste regionali sia a rischio erosione e come siano state censite ben 839 frane, con oltre 63mila persone coinvolte. Numeri che raccontano una fragilità diffusa, aggravata dai cambiamenti climatici e dall’intensificarsi di fenomeni meteorologici estremi.

L’arco dell’amore dei faraglioni di Sant’Andrea non esiste più – Viaggioinabruzzo.it
La scomparsa dell’arco degli innamorati diventa così il simbolo di un problema più ampio, che riguarda la conservazione dell’ambiente costiero e la necessità di politiche di tutela più incisive. Caputo ha sottolineato l’importanza non solo della stabilizzazione delle aree più esposte, ma anche di campagne di educazione rivolte a residenti e turisti, affinché comprendano la delicatezza di un ecosistema che rischia di perdere altri pezzi preziosi.
Visualizza questo post su Instagram
Oggi, chi si reca a Sant’Andrea trova un paesaggio ferito. Dove prima si ergeva l’arco, ora resta un vuoto che colpisce come un lutto collettivo. Le immagini del crollo hanno fatto il giro del web, suscitando incredulità e malinconia. Per molti, quel luogo rappresentava un ricordo, una fotografia, un momento speciale. La sua scomparsa ricorda quanto la natura sia potente e imprevedibile, ma anche quanto sia urgente proteggerla.
Il Salento piange uno dei suoi gioielli più preziosi, sparito nel nulla in una notte di tempesta. E mentre si discute su come intervenire per evitare nuove perdite, resta il dolore per un simbolo che non tornerà più.








