Dal 2026 aumenti fino al 10% sul bollo auto: ecco le regioni interessate
Con l’avvio del nuovo anno, il costo del bollo auto ha subito variazioni significative in diverse regioni italiane, con incrementi che in alcuni casi raggiungono il 10%. Le modifiche riguardano soprattutto aree con politiche fiscali più restrittive e interventi mirati a incentivare la mobilità sostenibile, penalizzando veicoli più inquinanti.
Nel 2026, il bollo auto registra aumenti più marcati in alcune regioni del Nord e del Centro Italia. Ad esempio, in Lombardia e Toscana si segnalano incrementi prossimi al 10%, in linea con le recenti delibere regionali che mirano a ridurre le emissioni inquinanti attraverso una tassazione più severa sui veicoli più datati o con motorizzazioni tradizionali. Questi aumenti vanno letti nel contesto della crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale che ha caratterizzato le politiche pubbliche degli ultimi mesi.
Al contrario, regioni come Sicilia e Calabria mantengono tariffe più stabili, con variazioni minime o addirittura riduzioni marginali per alcune categorie di veicoli, soprattutto quelli a basso impatto ambientale. In queste aree, le amministrazioni locali hanno scelto di adottare un approccio più graduale, bilanciando la necessità di gettito fiscale con la tutela del reddito delle famiglie.
Impatto sulle famiglie e strategie di risparmio
L’incremento del bollo auto rappresenta un costo aggiuntivo per molti automobilisti, soprattutto per chi possiede veicoli con cilindrate più elevate o di vecchia data. Per contenere le spese, cresce l’interesse verso soluzioni alternative come il passaggio a veicoli elettrici o ibridi, che in diverse regioni beneficiano di esenzioni o sconti sul bollo auto. Inoltre, si rafforza la tendenza all’uso di mezzi condivisi o pubblici, incentivata anche da politiche di mobilità sostenibile promosse a livello nazionale.
A livello normativo, è importante sottolineare che il calcolo del bollo auto continua a basarsi su criteri legati alla potenza del veicolo (espressa in kW) e alle classi ambientali Euro, con un’attenzione crescente a penalizzare le auto più inquinanti. Il quadro normativo aggiornato prevede inoltre la possibilità di rateizzare il pagamento in alcune regioni, al fine di alleggerire l’impatto finanziario sui contribuenti.
Tra le novità del 2026, spicca l’introduzione di incentivi maggiorati per i veicoli elettrici, che comprendono esenzioni dal pagamento del bollo per un periodo variabile tra 3 e 5 anni a seconda della regione. Questi incentivi sono parte integrante della strategia nazionale di riduzione delle emissioni di CO2 e di promozione della mobilità elettrica.
In parallelo, alcune regioni hanno previsto maggiorazioni per le auto con motori diesel di vecchia generazione, riflettendo una politica fiscale sempre più orientata a disincentivare l’uso di veicoli particolarmente inquinanti. Tale approccio si inserisce nel contesto delle direttive europee e degli obiettivi climatici nazionali che prevedono la riduzione drastica delle emissioni entro il 2030.
Le variazioni del bollo auto nel 2026 rappresentano dunque un elemento chiave per comprendere l’evoluzione della fiscalità automobilistica in Italia e il crescente impegno verso una mobilità più sostenibile e responsabile.
